Bivi,  Racconto

Crepuscolo – Racconto a Bivi

Nel periodo tra gennaio e febbraio 2020 si è visto un utilizzo di massa di sondaggi nelle sezioni community dei vari canali YouTube.

Questo perché è opinione condivisa che questi sondaggi aiutino a “manipolare” l’algoritmo di YouTube così da ottenere visibilità.

Personalmente ho sempre fatto sondaggi sul mio canale e non vedo perché smettere adesso: ma in un periodo in cui vengono utilizzati nei modi più ignobili, perché non portare un po’ di qualità?

Ecco quindi che ho iniziato un racconto a bivi nella mia sezione community: “Crepuscolo” inizia come tante altre storie, ma alla fine di ogni sua parte, potrete votare in che modo debba andare avanti.

A differenza dei giochi TellTale, quindi, qui la storia è VERAMENTE plasmata dalle vostre scelte.

In questo articolo, che aggiornerò di volta in volta, riporterò le varie parti della storia così che possiate leggerla per intero.

Prima di passare al racconto, vi chiedo un ultimo minuto per attivare le notifiche (così che sappiate sempre quando esce un nuovo racconto o viene aggiornato questo) e di seguirmi sui miei social, se questo vi aggrada ^^

Crepuscolo

Al tuo risveglio sei immerso nell’oscurità. Gli occhi, rimasti serrati a lungo, fanno fatica ad abituarsi a quel nuovo tipo di nero, così diverso da quello caldo e rassicurante delle palpebre.

Piano piano cominci a scorgere le forme dei mobili della tua camera: il letto che si estende sotto di te, l’armadio appoggiato placido al muro, i vestiti gettati sulla sedia che da sempre vengono scambiati con mostri e assassini.

Ti giri sul posto, le molle del letto che cigolano pigramente sotto il tuo peso, e tiri su leggermente la coperta, dimenticandoti il motivo per cui ti sei svegliato. La sveglia suonerà crudele di lì a poche ore, che tu dorma o meno.

Ma un vago senso di disagio ti rimane addosso.

Scuotendoti di dosso il senso di disagio, afferri con più forza il lenzuolo e serri gli occhi: la mattina arriverà fin troppo presto e ogni minuto di sonno è prezioso per sopravvivere alle prime ore di lezione.

Sfortunatamente, sembra che Morfeo non ti arrida stanotte. Non più, almeno, ora che hai rifiutato il suo bacio una prima volta.

Ti ritrovi a muoverti nel letto, ruotando su te stesso come un dreidel nei giorni di Hanukkah, mentre le lenzuola si trasformano velocemente da alleate di un sonno conciliatore, a nemiche legandosi attorno alle tue gambe e incastrandosi sotto il tuo peso.

Il piumone è ormai un ricordo lontano: scalciato via in un momento di frustrazione, si trova abbandonato ai piedi del letto, troppo lontano per essere recuperato nel tuo stato di sonnolenza. Il freddo è meno restio di Morfeo a offrirti il suo bacio: un brivido gelido ti attraversa la schiena partendo dai fianchi rimasti scoperti.

All’improvviso, dell’aria li colpisce: più leggero di un alito di vento e caldo come un sospiro nell’oscurità.

Sei immobile, gli occhi sbarrati nell’oscurità da cui riesci a vedere solo il bordo del letto e il buio oltre le coperte aggrovigliate.

Mordendoti il labbro inferiore, sfili lentamente il braccio da sotto il lenzuolo e lo porti indietro alla ricerca dell’interruttore sul muro: una parte di te vorrebbe farlo velocemente, ma il pensiero di poter toccare qualcosa o qualcuno alle tue spalle ti terrorizza.

La mano avanza lentamente nella notte, la spalla che già comincia a gemere per la posizione innaturale mentre il braccio continua ad avanzare, centimetro dopo centimetro, trascinando il resto del corpo con sé.

Il tocco freddo del muro ti fa trasalire poiché inaspettato e tuo malgrado sorridi sotto le lenzuola: il più è fatto. Fai muovere le dita lungo la vernice bianca e saggi tutti gli ostacoli familiari verso l’interruttore: il cratere che hai fatto quando hai provato ad appendere il tuo quadro preferito, il pomo d’ottone della testata del letto, il punto in cui Nerone si fa sempre le unghie e viene sgridato.

Mentalmente conti i centimetri che ti separano dall’interruttore: cinque, quattro, tre, due, uno…

Eccolo! La plastica accoglie la tua mano e fai scattare l’interruttore verso l’alto: la luce improvvisa ti fa stringere gli occhi e ti ritrovi a respirare affannato sul letto, come se avessi appena finito la corsa campestre.

Ti stai ancora beando della luce calda della lampadina quando senti un suono alle tue spalle.

Click.

Buio.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *